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Premiazione concorso Carta Bianca Dams

Roma Tre Film Festival

Termina la XIII edizione di Roma Tre Film Festival che, in una settimana, ha arricchito la cultura cinematografica degli spettatori offrendo incontri con grandi registi che hanno fatto la storia del cinema e con la premiazione dei cortometraggi dei giovani esordienti presentati al concorso Carta Bianca Dams.

 

Domenica 13 Maggio si è conclusa, con la premiazione dei cortometraggi, la settimana di cultura offerta dall’università di Roma Tre presso il Teatro Palladium, con un Festival sempre più apprezzato e rinnovato.

Il Concorso Carta Bianca Dams ha portato con sé un’aria internazionale, contribuendo alla formazione e conoscenza dei futuri registi a livello globale.

La serata si è aperta con i ringraziamenti del Direttore Vito Zagarrio, che ha invitato sul palco i collaboratori che hanno reso possibile la grande riuscita del Festival, fatta di incontri unici e vetrina per giovani promesse.
Prima della premiazione dei corti, il pubblico ha potuto assistere a  un’interessante master class con ospite Marco Bellocchio, uno dei maggiori autori del nostro cinema, che ha ripercorso l’evoluzione dell’impegno politico del Sessantotto e presentato il suo lungometraggio Nel nome del padre, proiezione di chiusura del Festival.

 

La parte centrale della serata è stata dedicata alla premiazione e proiezione dei corti vincitori dei diversi premi previsti: il vincitore assoluto del concorso Carta Bianca Dams è andato a Nightshade di Shady El-Hamus.

Promettente regista olandese, dopo i premiati successi di MagnesiumAbout sons, Shady ci riporta alla tragica realtà della tratta degli immigrati clandestini, mostrando la gravità dell’attuale situazione che impervia su una società non ancora aperta all’accoglienza del diverso. Ci fa piombare in questa realtà attraverso gli occhi di un bambino, che malauguratamente è costretto a crescere ed abbandonare l’età dell’innocenza.
Non potendo presiedere alla premiazione, il giovane regista ha inviato i suoi sentiti ringraziamenti con un video.

nightshade
Corto vincitore del Concorso Carta Bianca Dams

 

Al corto Choice di Rafael Valerio, è stato premiato con una menzione speciale da parte della giuria. Con schiacciante realismo, Rafael conduce lo spettatore nei retroscena della pedofilia, generando un vuoto di coscienza nel protagonista, obbligato ad una disarmante scelta. Attualmente impegnato con nuove riprese in Lituania, anche questo giovane cineasta ha inviato un video di ringraziamenti alla giuria che l’ha premiato e a tutto il Festival.

Choice
Menzione speciale.

 

Ultima, ma non meno importante, è stata la premiazione di un giovane astro del cinema italiano Giovanni Battista Origo, vincitore del Premio del Pubblico con il corto Gong!

Gong!
Frame del Cortometraggio Gong! di Giovanni Battista Origo

 

Tra le opere di Origo annoveriamo i successi: In bici senza sella e i cortometraggi La notte del professore e La Premiata Compagnia Mastrosimone attualmente in distrubuzione.
Ha conquistato il suo pubblico, presentando con pungente ironia una famiglia radical-chic della media borghesia, ormai svuotata della sua stessa identità, sino a risultare «sempre meno intelligente», come ci racconta l’autore intervistato.

Ho avuto la possibilità di ripercorrere insieme a Origo le tappe che hanno identificato la sua opera, fatta di confronti generazionali pieni di contraddizioni. Nonostante i due anziani protagonisti tentino di riconfermarsi nel ricordo della propria identità giovanile, risultano paradossalmente «reduci, due “traditori”  – spiega Origo – che hanno vissuto tutta la vita con quel paradigma suggeritogli da quel periodo e da quella esperienza, nel corto arrivano al punto di parlare un’ora di niente, e sono sempre meno intelligenti… perfino dimenticandosi come si chiama il figlio». Ed è proprio il figlio Jimmy, giovane dalle poche pretese, a rappresentare la perdita d’identità dei genitori, essendo un loro prodotto, «il figlio stesso è un cretino», ribadisce infatti Origo.

Al termine della proiezione ricorre simbolicamente il titolo con un acuto gong! riportando alla realtà i genitori

«è l’apocalisse… l’immagine di questa famigliola, lui che mangia il sushi davanti a “balliamo con le stelle”… passato il problema della serata dell’inutile chiacchierata, sembra passato anche il problema culturale, quindi si ricomincia da capo. Non c’è catarsi, non cambia nulla e nulla cambierà». Origo ci riporta all’archetipo di una classe sociale borghese, alle tante famiglie svuotate dalla storia politica e culturale italiana. Non a caso la scelta del bianco/nero per non connotare la scena in un luogo ed in uno spazio geografico preciso, così a rappresentare «una sconfitta culturale di una tipologia di persone che spesso e volentieri viene risparmiata dalla carneficina della satira e della critica, perché per anni ne è stata detentrice».
Il particolare uso della ripresa in piano sequenza rende lo spettatore un quarto occhio, rispetto ai tre punti di vista dei protagonisti, «un quarto elemento che segue la scena… l’idea è di un estraneo che guarda, totalmente all’esterno della cosiddetta quarta parete,i personaggi non se ne accorgono, alla fine essere lo spettatore è immerso nel tempo reale della scena, senza alcun montaggio, in questo modo non si può nascondere nulla».

Quali sono i tuoi prossimi progetti in cantiere? 

«Con la casa di produzione che ha prodotto e sta distribuendo Gong! stiamo lavorando ad altri progetti quali La premiata compagnia MastroSimone e Condominium, che inizieremo a girare a fine mese e la cui uscita sarà prevista per il 2019».
Non mancano certamente le idee al nostro regista, già vincitore del Premiere Film Award, insignito all’ultimo Cortinametraggio. La sua esperienza è di forte incoraggiamento per tutti i giovani che con fatica cercano un’affermazione lavorativa, nel suo caso anche artistica, e che riescono finalmente, con queste iniziative, ad affermarsi.

premio
Giovanni Battista Origo riceve il Premio del Pubblico

Si conclude il Concorso Carta Bianca Dams al Roma Tre Film Festival 2018, con la visione e premiazione dei tre cortometraggi. Arduo il compito per i selezionatori dei 24 corti presentati in queste giornate, che riempie di speranze  per un futuro prodigioso nel mestiere del cinema.

Per vedere le foto della serata, ti invito sui nostri social Facebook e Instagram, e non perdere l’occasione di mostrare la tua arte grazie a JobOk Social.

Giulia Valiani
Dopo una laurea in sociologia, ho seguito l’istinto che sin da bambina mi fa apprezzare la comunicazione pubblicitaria, da sempre fonte di divertimento e curiosità. Grande amante della cultura classica, combatto la cacofonia linguistica alla ricerca della bella ed efficace comunicazione, perché, citando Nanni Moretti, “ le parole sono importanti! “

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